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Pietro Vozzolo

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Pietro Vozzolo

L’approccio di Pietro Vozzolo con il mondo degli autori di giochi avviene quasi per caso. Nel settembre del 2000 il Corriere Lavoro, inserto del Corriere della Sera, pubblica un articolo dedicato agli inventori di giochi con testimonianze e consigli di grandi autori come Spartaco Albertarelli, Leo Colovini ed Alex Randolph. Quelle parole risvegliano la sua passione per gli abstract games e stimolano la sua fantasia fino a fargliene creare di simili. L’occasione per mostrare il suo primo prototipo gliela offre il Premio Archimede nel 2002, ma il suo Man-naka, un modesto gioco da tavoliere, non passa neanche le selezioni. Invece di leggere l’episodio come una sconfitta, però, Pietro continua a credere nel suo sogno e comincia a documentarsi, a leggere decine di regolamenti, a far tesoro degli insegnamenti e dei piccoli segreti che i grandi maestri dei giochi da tavolo elargiscono a beneficio di tanti sconosciuti come lui. Nel 2004 arriva la prima sorpresa. F.U.C.H.S. è nella top 40 del Premio Archimede. Nell’edizione successiva del 2006 va ancora meglio. Burbaki, Quintino e Tomb Writer (coautore insieme al fratello Luigi) sono in finale. Nell’ultima edizione del Premio Archimede, quella del 2008, ancora altri tre giochi in finale: Berezina, Delfi e Kebec, che alla fine si piazzerà al 14° posto. La Huch & Friends deciderà poi di pubblicare Kebec nel 2010 con il nome di Campos. 

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Al Premio Archimede 2008

GIOCHI (con studiogiochi)

  • Campos (2010) con
    Pietro Vozzolo,
    ,