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Giuseppe Baù

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Giuseppe Baù

Nel mondo del gioco è senza dubbio un personaggio. Non sempre facile, ma dotato di debordante personalità, gioca sempre e comunque, a qualunque cosa. Dai giochi di ruolo a quelli da casinò, dall’enigmistica ai videogiochi, dai classici del tavoliere ai nuovi giochi in scatola, per arrivare fino alla “conta virtuale progressiva dei numeri di targa visti per le strade”. Indisciplinato e “politicamente scorrettissimo”, ostinato e accentratore, noi amici di studiogiochi lo pigliamo per quello che è: colui che ha giocato a più tipi di giochi di chiunque altro.

Lui si descrive così:

“Nella lunga discesa dall’altopiano, nasco nel ’49 nella splendida Marca, ma di li passo subito a Mestre e poi Venezia. Lunghi anni di collegio mi avvicinano agli scacchi ed alla dama. Ma non sono poi tanto bravo e passo alle carte, soprattutto giochi veneziani. Memorabile il primo torneo di Burraco organizzato a Venezia quando ancora nessuno sapeva cos’era. Compagna fedele in tutti questi passaggi resta la “mistica” [La settimana enigmistica, n.d.r.], che mi segue tuttora. Ma dal primo storico Monopoli la passione per le scatole cresce e continua a crescere. Conosco Alfonso Sara e nasce il grande amore per il Backgammon. Con De Toffoli e c. partecipo alla nascita del bcve di cui sarò per anni segretario. Grazie a  me il ddt nazionale si inventa il “giocatore dell’anno” dopo un Festival dei Giochi a Gradara che mi vede nei primi posti in molti tornei. Partecipo a moltissime manifestazioni ludiche, dai giochi di parole, a festival, a quant’altro si possa trovare. Sempre presente ai “Spieltage” di Essen. I miei risultati agonistici non sono esaltanti, ma ho fama di lottatore che non molla mai.
La conoscenza e l’amicizia con De Toffoli, Colovini, Randolph si trasforma in partecipazione attiva nella Venice Connection e poi in studiogiochi. Mi dedico ai test, e solo in età avanzata produco un paio di giochi, forse interessanti.  Il mio virus contagia un po’ tutti quelli che mi sono accanto: la moglie si laurea con una tesi sul gioco di ruolo”.

 

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Durante il 5° Festival Italiano dei giochi (1994)

GIOCHI (con studiogiochi)

 

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