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Torrone Cremona 2009

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www.festadeltorronecremona.it

Studiogiochi ha partecipato alla Festa del Torrone di Cremona, quest’anno dedicata al gioco, con diversi eventi: Memorial Giampaolo Dossena, Mega Cruciverba, Cremona è tutto un gioco, Paroliamo, Talk Show “Il gusto del gioco”

Sabato 21
11:30 – 12:30 – Spazio Comune – Piazza Stradivari 7

Memorial Giampaolo Dossena
In questa edizione della Festa del Torrone, dedicata al gioco, Cremona ha reso omaggio al suo grande concittadino Giampaolo Dossena e alla sua incredibile Enciclopedia dei Giochi. Oltre a Dario De Toffoli, hanno partecipato Stefano Bartezzaghi e Pinuccia Ferrari, moglie di Dossena.

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Stefano Bartezzaghi e Dario De Toffoli durante la conferenza

L’INTERVENTO DI DARIO DE TOFFOLI

Saluti e piacere del nuovo convegno di Cremona, che è un riconoscimento.
Ed eccoci qui di nuovo a parlare del grande Dossena, nella sua città di Cremona.
Mi fa piacere che ci si ricordi di lui, è un modo per riconoscere la sua straordinaria importanza.

Ricordo del convegno di Verona
Nel convegno di Verona, che si è svolto in settembre, in occasione del Tocatì, Festival dei giochi di strada, abbiamo parlato degli aspetti “confidenziali” dell’amico Dossena. Infatti il convegno si intitolava “Storia confidenziale di un amico”.
Ognuno dei relatori ha ricordato qualche episodio, qualche aneddoto, qualche vissuto personale. È stato molto bello.

Di cosa si occupa Dossena, giochi e letteratura
Dossena si è occupato di giochi e ha insegnato a tutti come occuparsi di giochi, come dare ai giochi rilevanza e accettazione culturale.
Dossena si è occupato anche di letteratura, in modo inconsueto e affascinante, ed è riuscito a coniugare questi due mondi, del gioco e della letteratura, come nessun altro.

Il Gioco per Dossena, lo spunto viene dal SIGIS
Oggi però vorrei accennare al pensiero di Dossena sul Gioco, in generale. Che cos’è il Gioco per Dossena.
E naturalmente – non c’è nemmeno bisogno di dirlo – si tratta di un pensiero libero, indipendente, provocatorio. Altrimenti non sarebbe Dossena.
Lo spunto mi viene da un intervento che Dossena ha fatto nel 1985 ad un convegno sul gioco, all’Istituto Universitario di Venezia.

Dossena ha scritto le note a I giochi e gli uomini
Dossena ha scritto le note integrative all’edizione italiana de I giochi e gli uomini di Roger Caillois, forse a tutt’oggi la maggiore opera di riflessione sul Gioco che sia mai stata scritta.
Dossena accetta il lavoro di Caillois, non lo critica, concorda con le sue conclusioni. E apprezza Caillois perché evidentemente conosce i giochi di cui parla, non è – per dirla come la direbbe lui – un enologo astemio o una sessuologa frigida. E ciò lo differenzia dal suo illustre predecessore, l’olandese Johann Huizinga, autore del celebre Homo Ludens.

Riassumendo

Punto 1. Nel 1939 Huizinga scrive Homo Ludens
Definisce in modo perfetto che cosa sia un gioco, ma non conosce i giochi, non entra nel merito. Del resto ciò che a lui interessava non erano i giochi in sé, ma le caratteristiche ludiche delle civiltà, nelle varie attività umane.

Punto 2. Nel 1958 Caillois scrive I giochi e gli uomini
Fa un notevole passo avanti. Riprende il lavoro di Huizinga e comincia a metterci dentro i giochi, quelli che si giocano davvero e ne individua le pulsioni che li governano (e che qui non è il momento di commentare).

Punto 3. Nel 1981 Dossena collabora all’edizione italiana del libro di Caillois
Ne cura le note, come abbiamo visto, puntualizzando su numerosi giochi soprattutto a beneficio del lettore italiano.

E poi c’è il punto 4, quello che pensa Dossena.
Ci arriviamo, ci arriviamo.

Le caratteristiche del Gioco: riassumiamole velocemente
Prima permettetemi solo di riassumere le caratteristiche che deve avere un’attività – secondo questi autori – per essere considerata un gioco. Senza addentrarmi troppo in particolari.
Ci metto solo 2 minuti, ma è importante per capire quello che dirà poi Dossena.
Il gioco è un’attività:
– libera (cioè volontaria, che si svolge per libera scelta dei partecipanti); di solito a questo concetto viene anche abbinata l’idea di “divertente”: scelgo di fare un gioco perché mi piace, perché mi diverto.
– regolata (cioè governata da regole e convenzioni ben precise, note in partenza e accettate dai contendenti);
– incerta (non se ne conosce a priori l’esito);
– separata (cioè che si svolge per quanto possibile al di fuori della vita reale, in un determinato spazio, con precisi limiti di tempo);
– gratuita (cioè fine a se stessa, non produttiva);

Dossena in linea di massima concorda
In modo molto libero, diffidando delle classificazioni, tenendosi fuori dagli schemi.

Spezzoni video
Gli spezzoni video che vedremo sono tratti da un intervento di Dossena al SIGIS – Seminario Internazionale sui Giochi di Simulazione, che si è svolto nell’ormai lontanissimo 1985 – ben 24 anni fa – all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Dovete scusarmi, ma la qualità è pessima. L’originale è infatti un pessimo VHS amatoriale, e ci sono state varie difficoltà per arrivare anche a questo livello.

Nel primo spezzone sentiamo come lui definisce il Gioco + filosofia
L’ho scelto anche perché mostra tutto l’amore – si fa per dire – che Dossena ha per la filosofia, e lo fa rispondendo ad una citazione di Hegel fatta da Alex Randolph nell’intervento immediatamente precedente.

Commento veloce
Davvero un grande il Dossena!

Torniamo alle caratteristiche del gioco
Prima del secondo spezzone torniamo per un momento alle caratteristiche del “Gioco”.
Per Dossena il Gioco è certamente un’attività libera, anzi se la prende con quelli che vogliono usare il gioco come strumento educativo.
Va benissimo anche che sia un’attività incerta, dice infatti peste e corna contro i giochi destrutturati e non competitivi, semplicemente non li considera veri giochi.
Ma quando gli si chiede se il sia un’attività divertente e magari gratuita, allora Dossena dà il meglio di se stesso, sfodera la sua migliore vis polemica.

Eccoci al secondo spezzone.

Commento veloce
Che dire? Mi piace tantissimo vederlo in azione, e spero sia piaciuto anche a voi.

Per chiudere un ultimo brevissimo spezzone.
Bisogna immaginare che a quel convegno partecipavano persone le più disparate, architetti, scienziati, letterati, psicanalisti, militari, biologi, ecc, ognuno dei quali aveva un’idea di gioco abbastanza diversa e magari molto distante da quella che immaginiamo noi, dai giochi di cui parlava Dossena, dai giochi che inventava Alex Randolph. Si parlava anche di giochi che non erano veri giochi, che non implicavano una vera partita con tanto di vincitore.
Dossena quindi si sentiva quindi un po’ in trincea, e ha espresso così il suo disagio.

Saluti
Bene, questo è tutto.
Grazie