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OPLEPIANA - Dizionario di letteratura potenziale
Raffaello Aragona, Zanichelli, 2002 |
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L’OPLEPO (OPificio di LEtteratura POtenziale) nasce
a Capri nel 1990 ed è il corrispondente italiano dell’OULIPO
(OUvroir de LIttérature POtentielle), il laboratorio
letterario francese fondato nel 1960 da Raymon Queneau e da
altri sei suoi amici. È un gruppo di “topolini
che si costruiscono dei labirinti dai quali uscire”:
i topolini sono degli scrittori appassionati di matematica
e dei matematici amanti delle lettere, i labirinti sono le
regole che essi si pongono nella scrittura, limitazioni ed
ostacoli aggiuntivi a quelli che già esistono. Le loro
opere sono gli arabeschi verbali che questi scrittori/topolini
compiono per uscire dal labirinto. L'Oulipo, proprio per questo
uso delle regole e per il divertimento che comunque è
alla base della sua attività, è dunque un ponte
tra il gioco di parole e la letteratura. “La Disparition”
di George Perec (mai tradotto in italiano) è stato
ad esempio scritto rinunciando alla lettera E, la più
comune nella lingua francese. E tale fu la perizia dell'autore
che i critici lessero il romanzo come fosse un “normale”
racconto ispirato al genocidio nazista, senza accorgersi della
regola “lipogrammatica”. Per una sorta di compensazione
Perec scrisse poi anche “Les Revenentes”, un romanzo
di 127 pagine in cui non ci sono altre vocali che la E. Ebbene,
l’OPLEPO è tornato alla ribalta, perché
la casa editrice Zanichelli (www.zanichelli.it) ha recentemente
pubblicato un interessante volume di carattere enciclopedico,
“OPLEPIANA - Dizionario di letteratura potenziale”
a cura di Raffaele Aragona (Bologna, 2002, pag. 208). Si tratta
di un’ampia raccolta di lavori oplepiani, tutti svolti
di volta in volta nel rispetto di una prescelta e definita
regola. Ad esempio la regola dell’“Oligogramma”
è: dato un titolo creare un sonetto utilizzando parole
formate con le sole lettere del titolo stesso; un pregevole
esempio è il sonetto “Don Chisciotte”,
opera di Giuseppe Varaldo di cui riportiamo la seconda quartina:
“se discetto di donne inesistenti / se ciò che
dico sono sciocche cose / se scoccio o tedio con idee noiose
/ sottintesi non ho, ho schietti intenti”. Tutto chiaro?
Beh, allora è tempo di divertirsi con la “frantumazione
onomastica”, con la “centina eteroanagrammatica”,
con la “poesia toponomastica” e magari –
giusto per gradire – con i “testi locuzionali
semiautomatici”.
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OPLEPIANA - Dizionario di letteratura potenziale
Raffaello Aragona
Zanichelli, 2002
Euro. 18,50
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I prezzi segnalati sono indicativi.
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