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SCACCHI

PROBLEMI

Matto in una mossa

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Matto in due mosse

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Matto in tre mosse

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RUBRICA

La spinta decisiva
Jose Raoul Capablanca era famoso per la rapidità e l’abilità con la quale conduceva le simultanee, anche quando doveva affrontare avversari piuttosto forti. Il 13 ottobre 1913 al Caffè Divan di Londra si trovò di fronte a Edward Lasker (da non confondere con l’allora campione del mondo Emanuel Lasker), che nel 1909 era stato campione di Berlino e che pochi mesi dopo divenne campione di Londra ed, emigrato negli Stati Uniti, nel 1915 fu campione di New York e nel 1916 di Chicago.
Tuttavia nella posizione del diagramma il grande maestro cubano con una sola mossa, che preparava una spinta di sfondamento, indusse Edward all’immediato abbandono.

Capablanca – Ed. Lasker
Simultanea, Londra 1913

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Il sacrificio
Giocando a scacchi a volte si può fare un “sacrificio”, ovvero iniziare uno cambio svantaggioso dal punto di vista del materiale, per ottenere poi, alla fine di una serie di mosse detta “combinazione”, un beneficio superiore al pezzo sacrificato, come la cattura di un pezzo più importante o addirittura lo scacco matto, o la cattura. Al tempo dei grandi giocatori della scuola romantica i sacrifici e le combinazioni erano molto alla moda, perché producevano partite davvero spettacolari, alcune delle quali sono passate alla storia.
In realtà l'occasione di effettuare un buon sacrificio non capita spesso, e quando capita bisogna essere in grado di riconoscerla. Inoltre bisogna essere completamente certi della bontà della propria combinazione, altrimenti si rischia di perdere il pezzo sacrificato senza ottenere nulla in cambio.

Un esempio particolarmente brillante di arte combinatoria tratto da una delle partite più spettacolari della storia degli scacchi, giocata nel 1852 tra Adolf Anderssen e Jean Dufresne nota come La sempreverde.
Il nero, avendo appena catturato il Cf3, minaccia lo scacco matto in g2; il bianco, infatti non può catturare la Donna perché il pedone g2 è inchiodato dalla Torre g8. Ma non è la Donna l'obiettivo della spettacolare combinazione di Anderssen, avviata qualche mossa prima con il sacrificio dei due Cavalli e conclusa sacrificando ancora una qualità e addirittura la Donna: 

 

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