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17th Mind Sports Olympiad
Londra - University of London Union
17-26 Agosto 2013



THIS TEXT WILL SOON BE AVAILABLE IN ENGLISH

Quest'anno una sola "cronaca", a Olimpiadi concluse.

Il fatto è cher davvero non ho avuto nemmeno tempo di pensarci finché non son salito sull'aereo che mi ha portato a Londra. 
Questioni personali, ma soprattutto la marea di nuove riviste che stiamo realizzando chiavi in mano per la Sudoku S.r.L. del gruppo Sprea.

Dunque è in aereo che ho preso visione del programma di gare, zero allenamento.
Però volevo esserci, non certo per difendere il mio titolo dell'anno scorso, che non potevo essere in condizione di difendere, quanto per divertirmi un po' a giocare agonisticamente quanti più giochi possibile. Lasciatemi almeno questo!

E in fondo non è andata male. Qualche partita l'ho persa proprio per evidente mancanza di allenamento, in qualche altro caso la fortuna non mi ha dato lo stesso aiuto concessomi lo scorso anno, però "all in all" 6 medaglie le ho portate a casa. Però niente oro: 2 argenti e 4 bronzi. Per un sesto posto  complessivo nel pentamind con 446 punti su 500 (contro i 489 dello scorso anno).

Però non ero solo a rappresentare l'Italia.
Molto bene ha fatto Daniele Ferri, che ha brillantemente confermato confermato l'orodello scorso anno a Rummikub vincendo tutte le partite (a me il bronzo per spareggio, con una sola sconfitta). Non solo, ma inaspettatamente si è guadagnato un altro oro in uno dei tornei di backgammon con 6 vittorie su 6 incontri: grande! Mi sa che si è proprio divertito e che l'anno prossimo farà un pensierino a una partecipazione più completa, con un'antenna puntata al Pentamind.
Bene anche Cosimo Cardellicchio, che battendomi meritatamente a Oware (Mancala) si è guadagnato l'argento (tagliandomi fuori dalla zona medaglie).
Bene anche Giuseppe Chiarulli e Riccardo Gueci, rispettivamente argento e bronzo a Othello nel torneo vinto da Jan Haugland. Riccardo è poi stato con me vari giorni e ce la siamo spassata a provare questo o quel torneo.

Pentamind
Questa è stata una corsa davvero avvincente. Il giovane indiano-inglese Ankush Kahndelwal (22 anni, nativo dell'Uttar Pradesh, nazionale juniores inglese sia di scacchi che di bridge, semipro di poker,...) prende il largo collezionando ori su ori, gioca in modo sempre brillante ed è anche aiutato da qualche colpo di fortuna (che non guasta mai!). Si attesta a 492,86/500, vale a dire 4 vittorie da solo (100 punti l'una e un piazzamento in comune a Line of Action (92,86 punti). Sembra fatta. Ma l'estone Andres Kuusk, grandissimo giocatore, non si dà per vinto e la mattina dell'ultimo giorno si aggiudica il tornel di Boku, la sua quarta vittoria da solo, e come quinto risultato può vantare lo stesso piazzamento a LOA di Kahndelwal (erano infatti appaiati in classifica). Chiudono quindi entrambi a 492,86. Oro condiviso!

Mea culpa
Hare & Tortoise
 (aka Carotine). Son finito 4° perdendo una partita che non dovevo perdere... qui ho proprio sentito la mancanza di pratica: il gioco appare fanciullesco, ma le strategie sono tutt'altro che banali. L'estone kuusk qui aveva davvero un'altra marcia e ha meritatamente vinto per distacco.
Oware (aka Mancala). Sostanzialmente esco dalle aperture in modo pressoché casuale e poi in generale mi faccio valere nel medio gioco e nei finali, che gioco con sicurezza. Ma contro Jean Reschitzki (oro, un prof svizzero che studia il gioco da 20 anni) e contro il nostro Cardellicchio (argento), dall'apertura sono uscito con un gap troppo grande da colmare; sostanzialmente sono caduto nei loro tranelli... mi riprometto di studiarle un po' queste aperture per l'anno prossimo!

Qualche rimpianto
Mastermind
. Si sa com'è questo gioco. Però ti secca se fai la miglior media chiusura del torneo e poi ti ritrovi nelle zone basse della classifica con 3,5/7... ma che i miei avversari devono tutti fare la loro miglior prestazione contro di me? :-) Ma pazienza, lo scorso anno la fortuna aveva aiutato me.
Carcassonne. Qui è stato l'errore di Bahrat Thakrar a compromettere un torneo che potevo tranquillamente vincere. Si giocava in 4 per tavolo, con 3 carte scoperte ciascuno (niente male). Una colossale svista di Bahrat (non chiude una città condivisa che da 14 avrebbe potuto andare a 30 punti!) e finiamo 3° e 4° anziché 1° e 2°. Quando cordialmente gli spiego che lo odiavo, lui candido mi chiede perché non l'ho avvisato. Io rimango di stucco, che faccio, mi metto a suggerire le mosse durante il torneo? E iunvece poi scopro che sarebbe stato lecito "chiacchierare" durante la partita (incredibile!), ma naturalmente non c'era uno straccio di regolamento di torneo a spiegarlo. Vabbè, sarà giusto così. Così finisco 2° (in 4 a pari punti) e fuori medaglia per spareggio tecnico (somma dei punteggi) assieme a Daniele Ferri.

Sorpresa
Cribbage. Un gioco di carte tipicamente inglese, in Italia praticamente nessuno lo conosce. Ma io ho voluto provarlo, perché le regole sono davvero intriganti e poi la notte prima avevo passato un paio d'ore insonni a praticarlo con una app nel mio iphone. Ebbene, mi son proprio divertito, gente simpatica e paziente con la mia inesperienza della ritualità del gioco, sia i soliti pentaminder che specialisti appositamente venuti. La cosa sorprendente è che mi son trovato in testa dall'inizio alla fine, finendo 1° a pari merito, ma con l'argento per il solito spareggio tecnico (acc...).

Resto dell'idea che se l'Italia portasse a Londra una squadra ben assortita e decentemente preparata... non ce ne sarebbe più per nessuno!
Alla 18a edizione del 2014!

dario de toffoli